Antibiotico sì, antibiotico no. Quando dare gli antibiotici ai bambini?

Quando dare gli antibiotici ai bambini?

Con l’arrivo della stagione invernale aumentano in maniera esponenziale le infezioni alle vie respiratorie: bronchiti, otiti, tonsilliti, laringiti e, in generale, tutte le infezioni tipiche della stagione fredda.

Di conseguenza si intensifica notevolmente l’uso degli antibiotici.

Spesso, tuttavia, tali farmaci vengono assunti anche quando non servono, cioè quando il microbo che causa l’infezione è un virus e non un batterio.

La capacità degli antibiotici di curare malattie infettive precedentemente incurabili ha fatto nascere l’idea che siano farmaci miracolosi: nella maggior parte dei paesi europei, infatti, sono tra i farmaci più utilizzati, secondi solo degli anti-dolorifici. L‘Italia, in particolare, ha un consumo maggiore rispetto alle altre nazioni europee, mentre la Germania, l’Austria, l’Olanda, la Danimarca e la Svezia sono i Paesi che ne fanno minore uso.

Sfortunatamente, stiamo cominciando a pagare un prezzo molto alto per questa impostazione d’uso: il loro utilizzo eccessivo in medicina, in veterinaria e nell’agricoltura ha portato ad un rapido aumento della frequenza di microorganismi che cominciano a presentare resistenza ai farmaci. Molti degli antibiotici di antica generazione sono diventati così inefficaci.

Antibiotico sì, antibiotico no. Quando dare gli antibiotici ai bambini?

La conseguenza più grave è la nascita di batteri capaci di resistere contemporaneamente a più antibiotici.

Oggi i pediatri cercano di informare le famiglie trasmettendo gli elementi base dell’educazione sanitaria. In questa direzione tendono a ritardare di 48 ore la somministrazione degli antibiotici nell’attesa di un miglioramento spontaneo dell’infezione.

La valutazione dell’opportunità di una terapia antibiotica deve sempre essere affidata al proprio pediatra che, caso per caso, sarà in grado di distinguere l’infezione virale (a risoluzione spontanea) da quella batterica (e quindi da trattare).

Molte delle patologie delle prime vie aeree dell’infanzia sono causare da virus ed è quindi buona norma somministrare solo farmaci per la febbre e, se le condizioni sono buone e non vi è tosse, mal di testa con scarsa reattività del bambino, pianto insistente, vomito o dolore all’orecchio, è consigliabile consultare il proprio pediatra telefonicamente.

Generalmente, infatti, l’influenza si complica nel 10% dei casi con una sovrainfezione batterica causata da un batterio che sfrutta il momentaneo indebolimento del bambino.

Con gli antibiotici comunemente usati oggi e con i tempi di somministrazione inferiori o uguali a 10 giorni di terapia non esiste la possibilità di creare disvitaminosi, cioè uno stato patologico causato dal deficit di una o più vitamine.

Possono essere invece utili i fermenti lattici per prevenire la diarrea da antibiotici nei bambini che ne sono predisposti;  è sempre utile averne una scorta a casa 😉

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