Ci sarebbero ancora le feste a scuola se genitori e insegnanti si parlassero con sincerità?

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Qualche tempo fa la scuola di mia figlia ha organizzato una festa alla quale erano invitati i genitori. Lei ne parlava da settimane, era contenta ed emozionata. La sera canticchiava le canzoncine e provava le coreografie che avrebbero presentato. Non fatico ad immaginare l’impegno di bambini ed insegnanti per imparare, e far imparare, i testi ed i movimenti e per le prove con ben quattro classi insieme.

Così alle 14 la sala era gremita di mamme e papà con macchine fotografiche e smartphone alla mano, qualcuno anche in piedi sulle sedie per avere una visuale migliore. In più, dopo la festa i bambini avrebbero potuto tornare a casa con i genitori e praticamente tutti l’hanno fatto.

Dopo ben 20 minuti, non dico per dire, dopo proprio 20 minuti di orologio, la festa era finita. Con invito ad uscire perché ci sarebbero stati i 20 minuti delle classi successive, con altrettanti genitori in trepidante attesa fuori per entrare.

La sera mi frullava per la testa domanda: se i genitori e gli insegnanti potessero, e volessero, parlarsi con sincerità, al di là dei loro ruoli, le scuole continuerebbero ad organizzare le feste per i genitori?

Ha senso organizzare una festa per i genitori di 20 minuti?

Me lo chiedo da genitore “fortunato” che è potuto uscire di corsa dal lavoro e preso, come minimo, un permesso per avere il pomeriggio libero. Me lo chiedo da genitore “sfortunato” che quel giorno non ha potuto prendere permessi. Perché ci sono anche i colloqui con le maestre, altre feste di scuola, i saggi di danza, le partite di calcio o di rugby.

Me lo chiedo da insegnante, che ha dovuto organizzare una festa fatta di canzoni imparate a memoria, coreografie e scenografie, coordinandosi con altre classi.

La mia risposta personale è che tutto questo abbia poco senso.

E lo dico, soprattutto, da bambino che vorrei che la mia mamma ed il mio babbo venissero sempre a vedermi a qualunque festa o manifestazione scolastico o sportiva aperta ai genitori, se non organizzata proprio per loro.

Non vorrei che fosse come quelle cose che si fanno pensando gli uni di far piacere altri, quando, al contrario, se ci si parlasse in tutta onestà non se ne farebbe di niente.

 

Autore: Daniele editor del blog www.babbonline.blogspot.it

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