Dopo “Brexit”: l’inglese sarà ancora la seconda lingua studiata nelle nostre scuole?

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Dopo il voto del popolo inglese cosa succederà al multilinguismo? 

Come verrà affrontato a livello politico ed educativo dall’Europa e, quindi, dall’Italia.

L’Unione Europea non ha una lingua ufficiale, ma quella più usata e conosciuta è naturalmente l’inglese. Riporto i dati presenti sul sito della LaStampa.it:

“Tra i cittadini, sono 70 milioni coloro che lo parlano come mothertongue e in 19 Paesi su 25 si parla sufficientemente bene pur non essendo la lingua madre. Ma anche negli uffici di Bruxelles è diventato l’idioma ufficiale degli eurocrati, al primo posto dopo francese e tedesco. Tutti numeri che fanno dell’inglese la lingua franca per eccellenza, prima inter pares”.

In questo momento la lingua per eccellenza usata in Europa è la lingua della minoranza degli Europei.

Ma cosa succederà adesso?

Sicuramente l’inglese resterà la lingua che aprirà le porte dei nostri giovani al mondo e, quindi, continuerà ad essere fondamentale studiarla ed imparare a parlarla in modo fluente.

Comunque gli analisti presentano due possibili scenari con cui la scuola e il mondo dell’educazione dovranno confrontarsi:

  1. contaminazione dell’inglese (si veda documento ec.europa ). L’inglese parlato nella UE potrebbe in futuro avere frasi più lunghe e complicate ( come italiano e tedesco), o un vocabolario meno ricco di idiomi. Come il latino imperiale, l’inglese potrebbe diventare una lingua influenzata dalla cultura e dalla storia dalle moltitudini di persone non-madrelingua che la parleranno;
  2. altri paesi dell’Europa potrebbero tentare di far prevalere la loro lingua (ad esempio i francesi, popolo sono molto nazionalista e che una volta aveva il primato linguistico in Europa).
Dopo "Brexit": l'inglese sarà ancora la seconda lingua suprema nelle nostre scuole?

Immagine tratta dal sito: Noieuropei.altervista.org

In questo secondo caso, con buona probabilità, lo studio delle lingue richieste a partire dalla scuola primaria, saranno tre:

  • italiano
  • inglese
  • ed una terza lingua comunitaria

Sicuramente la scuola del “dopo Brexit”, come quella del “prima”, dovrà abituare i nostri alunni ad affrontare il cambiamento e a viverlo come ricchezza e stimolo per apprendere e reinvertarsi.

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Un commento

  • Michele Basile

    Credo che il francese abbia le carte e il diritto di essere rivalutata come lingua comunitaria non solo in campo legislativo europeo in cui è già al primo posto ma come lingua franca che aiuti al ragionamento e alla formazione di una mentalità logica cosa a cui l’inglese non aiuta.

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