DOCENTI DI SOSTEGNO – Una lettera da condividere scritta da una maestra di sostegno

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IImmagine tratta dal blog: Piccola Libreria Andersen

 

 

VIOLA2Oggi ho letto una lettera scritta da un’insegnante di sostegno. Non potevo non condividerla.

“Sono una mamma e una maestra di scuola primaria quest’anno sono stata nominata sul sostegno di una bimba grave, gravissima e …bellissima. Bene: appena arrivo in classe la maestra prevalente mi avverte “Stai attenta alla madre che cercherà in tutti i modi di tirarti dentro alla sua sofferenza e poi è un po’ fissata con il fatto che la figlia può far tutto, capisce tutto ecc.” ed io …sto zitta.

Mi dice che dobbiamo andare a visitare un posto con la classe e che la mamma si è “fissata” col fatto che debba andarci anche la figlia… sto zitta ancora e intanto incrocio gli occhi della bimba che sono quelli della mia e dentro di me le parlo e le dico “stai tranquilla ti ci porto io” …lei sorride è bellissima…nessuna maestra però che ormai è con lei da tre anni mi dice quali siano le sue competenze o no, la diagnosi funzionale è troppo generica. Usciamo e inizia la visita guidata. La bimba con la sedia a rotelle cerca di spingersi avanti per guardare i quadri, le tele, i dipinti ma la maestra di classe mi dice di tirarla indietro perché leva il posto e la visuale a chi “capisce”…
Resisto e faccio come se non avessi sentito, la porto ovunque e le parlo e le spiego… la maestra mi guarda di sbieco.
Torniamo in classe e mentre tutto il gruppo classe relaziona sull’uscita lei non ha un compito, un libro, niente… e io sono al mio primo giorno e non ho preparato niente.
Poco male mi organizzo, la coinvolgo e chiedo alla sua compagna di banco, una bimba carinissima, di farci sbirciare sul libro lei ci prova ma poi dice che non ha tempo deve lavorare con gli altri.
Merenda: da sola e gli altri in gruppo. Cambio pannolino da panico: i bidelli fanno a gara per non venire, ti cambio io amore, è un’ora che sei con la cacca. Parlo con la maestra dell’anno scorso che mi scarica addosso una serie di cattiverie sulla madre sulla famiglia e sul fatto che non si può lavorare con un handicap così grave. Le chiedo se ha mai usato la CAA o la tecnologia e mi dice che loro del sostegno vengono da una laurea in scienze della formazione e che hanno sostenuto solo quattro esami troppo generici per poter sapere tutto…
RESISTO ANCORA.
Intanto sono completamente innamorata della mia bimba… in lei c’ è la mia, la sofferenza della madre è la mia … Le risposte le ho da lei. Uno scricciolo accartocciato su se stesso che indica in modo corretto tutti i colori, le forme, le lettere, i numeri che risponde esattamente a tutte le mie domande con gridolini che capisco e interpreto bene.
Le ho dato mille baci e lei mi ha fatto mille carezze. Alla fine della giornata saluto e la maestra di classe mi dice “comunque sei molto portata ne avevamo bisogno”!
Mi giro e sulla porta dico “corro a casa c’è mia figlia completamente disabile che mi aspetta. GELO TOTALE.
Oggi sono arrivata con il mio Ipad e con l’aria di quella incavolata, loro, le maestre hanno cercato di recuperare ma io ho detto: “Sentite, io non sono la maestra di questa bimba, io sono una maestra di classe a supporto della classe, la bimba è di tutti, di tutta la classe quindi o si programma insieme o sono cavoli amari. Se vedeste quello che vedo io in lei, se vedeste dentro questo corpo che non risponde una bimba come le altre desiderosa di scoprire di sapere di giocare di interagire allora questa classe sarebbe migliore, voi sareste delle persone migliori e il mondo sarebbe una favola.”
La mia bimba si è divertita un mondo con le applicazioni app… tutti i bimbi erano dietro di lei a cercare di capire cosa stesse usando… ho fatto un piccolo gruppo ricreativo e fuori dal suo banco ha potuto far merenda con altri bimbi… le ho portato un libro di favole e le ho detto in un orecchio di leggerlo quando non ci sono così non si sente sola. Ha diciotto ore e quando è senza di me… è sola a guardare il nulla.

Ora sono a casa e guardo mia figlia …e spero e prego che lei possa sopravvivere alle cattiverie e all’ignoranza della gente.

Una maestra e una mamma”

Dal blog della maestra Titty: http://maestratitty.blogspot.it/2012/11/una-maestra-e-una-mamma.html

26 commenti

  • Comisso Liliana

    Davvero commovente. Solamente chi soffre può capire la sofferenza degli altri. Questa insegnante, madre di una bambina disabile, trova il tempo di dare il suo amore, la sua comprensione e la sua competenza per trarre fuori dall’isolamento e dalla stupidità, una creatura intelligente che la natura ha nascosto in un corpo disabile. E’ ammirevole ed esempio. Tutto il mio rispetto e ammirazione.

    • Salve,
      sono semplicemente una mamma.
      Volevo solo dire che raramente mi sono emozionata davanti a tanta semplicità e a tanto amore.
      Ed è per questo che ho pensato di condividere su fb questo post.
      Complimenti per il lavoro che svolge, e per la persona speciale che è.
      Anna

      • nicolina di loreto

        sono un’assistente di base che opera nella scuola con la disabilità ,ossia supporto all’insegnante di sostegno, il mio lavoro consiste nell’assistenza alla persona disabile su tutti i suoi bisogni primari ed è un servizio che attivano i comuni attraverso le coop.sociali ,se la scuola e la fam.ne fanno richiesta,in questomodo, il disabile viene agevolato nell’integrazione scolastica ,anche se poi, la sensibilità di alcune docenti ,sul problema ,lascia molto a desiderare.in bocca al lupo

      • sono un’insegnante in pensione che ho lavorato con disabili e ho vissuto gli stessi problemi, ma come lei ho capito che con la pazienza, l’amore e la fermezza si fa il vero servizio alla classe, alle insegnanti solo se si valorizza e si amano i ragazzi tutti e soprattutto quelli che ne hanno più bisogno facendoli crescere liberi con quella libertà di tutti, ma di ciascuno.Grazie comunque della testimonianza

    • Ti capisco anche io sono la mamma di un ragazzo disabile e sono maestra di sostegno di un ragazzino molto grave… Ne avrei da raccontare…
      Un abbraccio a te e alla tua pulcina
      Patrizia

    • Mi sono ritrovata nelle tue parole e nelle tue dinamiche , anche io umile maestra di scuola primaria e ancor piu’ umile madre di una figlia autistica.Le mie lotte per tutti gli alunni e quindi anche per quelli diversamente abili, sono quotidiane e cozzano contro l’ostinata ignoranza di alcuni colleghi che preferiscono insabbiare , preferiscono non aggiornarsi insomma preferiscono il non occuparsi delle problematiche complesse di alcuni bimbi. Ma la mia sofferenza sta nel muro silenzioso di gomma di alcuni genitori che non vogliono vedere … sapere… intervenire.
      Ho sempre lavorato ancor prima di essere una madre, rispettando tempi e diversita’ cercando di greare armonia fiducia e soprattutto reciproco rispetto fra gli alunni prima ancora di iniziare il programma
      di didattica.Durante le mie dure battaglie per il rispetto della disabilita’ o il riconoscimento di gravi disturbi di alunni, mi sono anche sentita dire che vedevo la disabilita’ perchè avevo una figlia autistica. La sofferenza che quelle parole hanno procurato è durata un attimo , ma non la dimentico , invece resta in me vivo il desiderio e la professionalita’ di fare tutto cio’ che è nelle mie possibilita’ in favore di tutti i bambini nel riconoscimento e nella tutela di ogni personalita’. Grazie per cio’ che fai !

    • Loredana Bondi

      Carissima mamma insegnante , sei una persona vera, sei l’insegnante che tutti dovrebbero avere. Anch’io ho provato le stesse sensazioni e tristezze in questo mondo egoista, chiuso, ignorante talora perverso. La tua, la nostra vita potrà sempre vedere oltre la cortina di fumo che sta dietro le apparenze, perché prima di tutto abbiamo il coraggio di amare e l’umiltà di apprendere in qualsiasi momento e da chiunque siamo al fianco. Etica e libertà stanno anche in queste piccole grandi cose! Un abbraccio e buona fortuna. Loredana

    • Rossella Bersanetti

      @Liliana scusa se mi intrometto nella tua riflessione che nn reputo esatta. Nn mi sento una persona che soffre x capire ll stato d animo dell insegnante/madre e mamma e della piccina disabile. Nn sono una “saputa” di qst problemi xché nn ho avuto esperienze in campo. Posso xó dirti che nn sono solo le persone che hanno sofferto (ma anche x loro deve essere arrivato il momento della comprensione al dolore), permettimi di dirti che è chi AMA, chi è capace in cuor suo di vedere e sentire l amore poi lo può essere. L insegnante l ha chiamata bellissima, le ha detto amore…tutti termini che sono hna chiave magica x qualsiasi creatura della terra….anchenoi “normodotati” . Grazie a quell insegnante che oltre a seguire la sua personale vita, aiuta anche noi a comprendere che esiste un sottile velo alla comprensione dell altro, ed è da togliere. Un abbraccio.

    • Non hai fatto altro che confermare quello che vedo tutti i giorni in classe. Non ho avuto esperienze con casi così gravi, ma molto spesso con ragazzi con grossi problemi comportamentali. Tutti i giorni devo lottare, per fortuna con pochi, colleghi inadeguati alla situazione e alle volte compiono azioni discriminanti vere e proprie finendo poi per contagiare anche tutti gli alunni. Risolvere questo penso si utopistico, ma continueremo ad andare avanti.

    • Sono una mamma e una docente alle soglie della pensione ma continuo a meravigliarmi ed inquietarmi che nella scuola di ogni ordine e grado ma specie nella primaria possano esercitare certe “persone” che di “personale docente” posseggono solo il titolo anzi mi correggo i titoli che non sanno utilizzare altro che per riempirsene la bocca. In tutti i miei anni di insegnamento purtroppo ne ho incontrate tante, innumerevoli persone insensibili che non vedono al di là di ciò che vedono che non capiscono che prima di tutto abbiamo davanti delle persone che hanno bisogno di tanto, di tutto ed alcuni di più. Titoli e lauree ne abbiamo conseguito tutti e ai miei tempi ce le facevano seriamente sudare con tutti gli esami sostenuti e docenti universitari particolari e, visto che in contemporanea insegnavo, dirigenti che non sempre ti concedevano permessi per gli esami all’università. ma tali titoli sono finiti in qualche archivio delle segreterie scolastiche .Ho sempre sostenuto e lo farò fino alla fine della vita che chi non ha dentro certe capacità, certe sensibilità eviti di definirsi docente, educatore, insegnante. FACCIA ALTRO!!!!
      Ho letto la lettera con commozione e coinvolgimento perché mi sono rivista in tante situazioni vissute e che ancora vivo.

      Complimenti, coraggio e mamma e maestra CONTINUA COSI!!!
      M. Dina

      • Sono perfettamente d’accordo con m.dina. Molte educatrici o docenti possegono solo i titoli per riempirsi la bocca, poi del resto non solo sono insensibili ma meglio non dirlo… In ogni caso posso capire che per i bambini disabili la situazione con questi soggetti è davvero terribile, ma queste persone non sono così solo con i bambini che hanno problemi, lo sono anche con bambini magari un pò più vivaci. Come dice m.dina ” … chi non ha dentro certe capacità, certe sensibilità eviti di definirsi docente, educatore, insegnante. FACCIA ALTRO!!”. E’ quello che continuo a dire, perchè ogni giorno si devono affrontare insegnanti che quello che esce loro dalla bocca non si può sentire e mi vergogno di avere in Italia degli insegnati così. Che cosa insegnano ai nostri bambini? Me lo chiedo sempre. Non sono un’insegnante sono una mamma.

  • maria teresa lacovara

    Magari ce ne fossero di insegnanti così …intendo dire che dovrebbero essere la regola e non l’eccezione e quello che lei stessa dovrebbe augurare a sua figlia è di trovare un isegnante come lei.Essendo madre di un ragazzino disabile so esattamente di cosa sta parlando e di quanto bisogna lottare anno per anno per garantire un minimo a questi ragazzi ! Un abbraccio !

  • Sono mamma di una bimba di 3 anni e sto studiando da operatore sociale proprio per impedire che il pregiudizio e l’ ignoranza impediscono a questi splendidi fiori di sbocciare.

    • Marina Santandrea

      Scrivi un commento, Questo c’è scritto qui. Ma cosa scrivere dopo aver letto questa lettera, della rabbia che certa gente esista e mandi avanti il mondo, della frustrazione che nasce dall’impotenza, del dolore che scoppia nel cuore e lo inonda fino a farti perdere il fiato. NO! Scriviamo dell’amore che eleva, che ci innalza, che ci rende degni di essere chiamati PERSONE, della compassione che nasce dall’anima e sfocia in una lacrima calda come un abbraccio fraterno e scrivere della grande dignità che queste cosiddette persone disabili ci insegnano ogni istante della loro vita. Grazie di esistere e di renderci migliori.

    • Mi hai toccato nel profondo. Sono una psicologa e lavoro con bambini e ragazzi disabili.

      Il mio sogno è che sempre più la scuola si populi di gente come te, a volte basta poco per offrire tanto ai nostri piccoli, anche loro hanno il diritto di scoprire, conoscre, fare amicizia e noi dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per garantirglielo.

      Se la vita con loro non è stata facile, noi abbiamo il dovere di fare in modo che sia meno difficile.

      E al di là dei doveri e dei diritti mi chiedo: ma dove è andato a finire il nostro cuore?

      COntinua cosi STeniaaaaaaaaaa, sei in tutti noi!!!!!!!!

      • Piccola precisazione,

        ho scritto “continua cosi Stefania!” ma come dici all’inzio l’autrice della lettera non sei tu!

        Poco male, sono convinta che anche tu lavori nello stesso modo:-)

        In bocca al lupo per tutto,

        Valeria

      • Maestraemamma - Stefania Rizzardi

        La lettera presente nell’articolo è stata scritta da una mamma-maestra straordinaria, non da me. Quando l’ho letta ho pianto ed ho pensato di condividerla con tutti voi per riflettere insieme. Grazie

        • credo che persone come voi possano cambiare il mondo, insegno a mio figlio ad essere diverso, dall altra parte della barricata,ossia verso coloro che possono ancora insegnarci a vivere veramente,verso coloro che tutti non vogliono perche’ diversi,io insegno a mio figlio che e’ bello essere divesri…

  • ONORE A UNA PERSONA COSI’ !!!. E’ UNA VERA INSEGNANTE DI SOSTEGNO ED E’ UNA PERSONA UMANA … che è quello che conta.

  • Alessandro Neumann

    Sono dovuto arrivare a 3/4 di lettera per capire come mai un’insegnante di sostegno si comportasse come tale….per lo più ho pensato: è l’eccezione che conferma la regola…poi tutto si è svelato…insegnante di sostegno mamma di una bambina disabile. Ringrazio sentitamente l’autrice dello scritto, per aver descritto così bene quanto accade, non sempre, nella maggior parte dei caso…nella maggior parte delle classi e delle scuole. Grazie da un padre di una ragazza disabile di 20 anni che ha subito questa indecenza per il 85% della sua frequentazione scolastica…
    Questa purtroppo è una valutazione obiettiva e definitiva perché copre 20 anni di esperienza diretta ed indiretta…che purtroppo mi fa essere pessimista in linea generale, nonostante lettere “stimolanti” e di denuncia come questa. Il motto, nonostante il pessimismo, rimane, non mollare mai…!!!
    In bocca al lupo a tutti…!!!

  • E’ il cuore che parla….grazie di averci raccontato una cosa cosi bella….e un bacio alla bimba.

  • Emozionante tutto leggevo e mi sembrava di essere lì a vedere mi sono prima arrabbiato anche io ma poi ho gioito c’è ne vorrebbero di mamme e maestre così. Tanti auguri x tutto

  • Lavoro in un CFP. Da noi arrivano tutti i ragazzi considerati difficili. Molti di questi hanno problemi piú o meno gravi e spesso su patolgie tipo dislessia ed affini siamo noi a far richiesta per il riconoscimento perché prima pare nessuno se ne sia accorto.
    Noi trattiamo tutti i ragazzi allo stesso modo e facciamo di tutto per farli integrare con i compagni. Lavoriamo con i problemi di ognuno di loro e cerchiamo di portarli al massimo di quello che possono raggiungere…da noi é impensabile lasciarne indietro qualcuno!
    Dimenticavo…non siamo dipendenti statali ma precari con partita iva che ogni anno attendono di sapere se lavoreranno il prossimo.
    Ed ogni anno che inizia diamo anima ed energia per questi ragazzi :-)

  • Guarda la bimba come la guarda Gesù e non si ferma al mistero, ma arriva al Mistero; la nostra piccolezza che diventa la grandezza di Dio tra noi. Questo percorso è per tutti, ma solo le persone libere ed amanti del Bene riescono a farlo ed alla fine ne sono le maggiori beneficiarie.
    Provare per credere.

  • CArissima, ho le lacrime agli occhi. Per la commozione di leggere tanto amore nelle parole di questa maestra/mamma, tanta dedizione a chi ha problemi, tanta empatia…. e rabbia per l’ignoranza assoluta di altre persone. E non me la vengano a contare con gli studi che mancano! Nessuna università al mondo può insegnare ad avere cuore, ad amare, ad essere disponibili verso chi ha difficoltà.
    Nella mia storia di mamma, ho la fortuna di aver avuto una figlia sana ma quando andava alle elementari era in classe con una bambina tetraplegica. La ricordo ancora Francy. Bella e un po’ ribelle ma quando voleva dolcissima. Ricordo però con grande orgoglio che le maestre di allora, tutte quante e non solo quella di sostegno, non l’avevano mai esclusa da niente. Era parte della classe come tutti gli altri. E quegli altri, tra i quali mia figlia, si prodigavano per aiutare la compagna in difficoltà.
    Era stata una lezione di vita gratuita ma importantissima per tutti quei bambini. Avevano imparato che al mondo c’è chi è meno fortunato. Chi soffre… chi non può fare tutto quello che fanno gli altri. E chiamatelo poco!
    Coraggio mamma e maestra! La vita è dura perchè vi pullula tanta ignoranza… ignoranza intesa nel senso di non voler capire che le differenze troppe volte si possono superare se solo noi vogliamo.
    Un abbraccione strettissimo a te, e alle tue bimbe, la figlia e l’allieva

  • Troppo importante il tuo post! Va portato all’attenzione di più persone possibili. Per questo ho deciso di taggarti qui
    Ciao e ancoraa complimenti per la tua passione e umanità!
    Patri

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