RITARDO DEL LINGUAGGIO: 9 CONSIGLI UTILI

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Ritardo nello sviluppo del linguaggio

Di Marianna Pappalardi

Mamma e Logopedista

 

Da logopedista, quando si tratta di bambini in età prescolare che ancora non parlano o il cui linguaggio è inadeguato e poco comprensibile, riconosco tre tipi di mamme:

  1. Le mamme catastrofiste
  2. Le mamme zen
  3. Le mamme realiste

Le mamme catatrofiste credono che il loro bambino abbia seri problemi, si lasciano andare a diagnosi estreme, ipotizzano autismo, mutismo, traumi infantili e magari immaginano persino di esserne la causa.

Le mamme zen non sembrano preoccuparsene assolutamente e sono convinte al 100% che si tratti di una pigrizia del tutto normale, dopotutto loro hanno parlato a 4 anni, a quanto dicono le loro rispettive mamme.

Le mamme realiste sono le vie di mezzo, più calme e ragionevoli, ma comunque abbastanza in ansia per la questione da informarsi a riguardo; solitamente hanno già avuto modo di confrontarsi con altre mamme o con degli specialisti.

Se fate parte dei primi due gruppi di mamme sappiate che, in entrambi i casi, si tratta di un eccesso!

Mamme numero 1: non dovreste essere troppo preoccupate, piuttosto assicuratevi di seguire bene le tappe necessarie per verificare che sia tutto a posto;

Mamma numero 2: non dovreste sottovalutare la cosa, potrebbe esserci qualcosa da approfondire.

Due aspetti fondamentali sono da verificare prima di proseguire:

  1. ASSICURATEVI CHE VOSTRO FIGLIO SENTA BENE

L’udito è il canale attraverso il quale il bambino apprende i suoni della lingua in tutte le sfaccettature, apprende come pronunciare le parole, come inserirle nelle frasi, come usare l’intonazione e così via.

Una ipoacusia, anche monolaterale, potrebbe essere la causa del mancato apprendimento o un ritardo del linguaggio; talvolta otiti ricorrenti causate da frequenti raffreddori possono provocare l’accumulo di muchi nell’orecchio medio che abbassano anche del 50-60% l’udito senza che siamo in grado di accorgercene, poiché non sempre le otiti si accompagnano a dolore.

È opportuno perciò assicurarsi che il bambino abbia un buon udito sottoponendolo ad un’accurata visita audiologica.

 

  1. CHIEDETEVI SE HA AVUTO DELLE REGRESSIONI

Talvolta le mamme riferiscono una regressione nello sviluppo del linguaggio del loro bambino. È risaputo che i bambini sperimentino il linguaggio, pertanto non sono da considerarsi regressioni quei casi in cui il bambino smetta di produrre gorgheggi, pernacchie o ripetizione di sillabe, purché questo significhi che le abbia sostituite con altre attività verbali.

Nei casi in cui il bambino in grado di ripetere parole di senso compiuto (ad esempio i versi degli animali o “mamma” e “papà”) smetta di pronunciare qualsiasi parola, sarà il caso di rivolgersi ad un logopedista o ad un neuropsichiatra infantile per una più attenta analisi del caso.

 

In ogni caso non trascurate mai l’ipotesi di rivolgervi ad uno specialista. Esclusi quindi i casi da approfondire, qui di seguito troverete qualche consiglio utile per stimolare adeguatamente il linguaggio del vostro bambino:

 

  1. VERBALIZZATE TUTTO

Assodato che non ci siano problemi sensoriali che impediscano l’apprendimento del linguaggio, concentratevi sul fatto che il vostro bambino non conosce ancora bene questo mezzo di comunicazione, non ha un vocabolario ricco, non sa articolare bene le parole, proprio come sarebbe per voi se steste cercando di imparare una lingua straniera, per cui è molto importante che abbiano qualcosa da imitare.

Adottate con i vostri bambini un linguaggio molto semplice e comprensibile e descrivete qualsiasi cosa state facendo, anche quella che vi sembra la più banale.

 

  1. STABILITE UN CONTATTO VISIVO

È molto importante che i bambini, oltre ad ascoltare il corretto modo di pronunciare una parola, siano anche in grado di vedere come si fa, osservando la posizione della lingua e della bocca durante la pronuncia di ogni fonema. Ragion per cui aspettatevi un bambino con la “R moscia” se anche voi l’avete!

 

  1. SILLABATE IL PIÙ POSSIBILE

Spezzettate in sillabe le parole, non dovete necessariamente scegliere parole che ritenente “semplici”, ricordate solo che l’apprendimento del linguaggio va a braccetto con la memoria a breve termine, che nel caso del linguaggio non è altro che la capacità di memorizzare un certo numero di sillabe. Per prima cosa i bambini impareranno a pronunciare parole bisillabiche, poi passeranno alle trisillabiche e così via, perciò non aspettatevi che la prima parola di vostro figlio sia “dinosauro”… non so se mi spiego.

 

  1. ATTENTI ALL’INTONAZIONE

Accentuare l’intonazione e l’enfasi aiuta il bambino a memorizzare meglio le parole, per cui esagerate molto con i toni di sorpresa, di gioia e tutti i rinforzi positivi, evitate i rinforzi negativi.

 

  1. EVITATE IL BAMBINESE

I nostri bambini devono già imparare tanto, non è necessario che imparino parole storpiate per poi doverle sistemare dopo, sarebbe un doppio lavoro!

 

  1. LASCIATE CHE SIA IL BAMBINO A PARLARE

Non sottovalutate il potere comunicativo dei bambini: sono in grado di dirci qualsiasi cosa solo con lo sguardo. Non interpretate i loro gesti, ma favorite il linguaggio, talvolta siamo così brave noi mamme a capire al volo i bisogni dei nostri bambini che dimentichiamo quanto questo possa essere dannoso per l’apprendimento del linguaggio.

Il nostro cervello e tutto il nostro corpo si comporta secondo il principio “massimo risultato col minimo sforzo”, perciò non meravigliatevi se un bambino che non ha mai dovuto preoccuparsi di procurarsi da bere non sia in grado di dire “acqua”!

 

  1. LEGGETE STORIE E FILASTROCCHE

Le filastrocche sono un potentissimo mezzo per insegnare il linguaggio ai bambini, stimolano il senso del ritmo, allenano la memoria a breve termine e prevengono la dislessia, oltre a fornire una serie infinita di vocaboli nuovi tutti da imparare.

Le storie forniscono un ottimo aiuto dal punto di vista della sintassi, i bambini sapranno qual è il modo corretto di costruire una frase; in più insegnano la sequenzialità temporale, molto utile nell’attività di struttura della frase.

 

  1. RISPETTATE I SUOI TEMPI!

Ogni bambino ha i suoi tempi. Quante volte avete sentito dire questa frase? Moltissime immagino e questa sarà l’ennesima! Il fatto che il figlio della vostra amica a 2 anni sappia recitare la Divina Commedia a memoria non vuol dire nulla, lasciate che i vostri piccoli sperimentino i suoni della lingua e date semplicemente loro i mezzi per farlo in maniera corretta.

 

  1. METTETEVI IN DISCUSSIONE!

Non correggete eventuali errori, non siate troppo dure e nemmeno troppo permissive, insomma lavorate principalmente sulla vostra ansia e sulle vostre aspettative. Non siete necessariamente la causa del ritardo di linguaggio del vostro bambino, ma non dovete nemmeno pensare di non potervi avere alcuna influenza… insomma siate mamme amorevoli e attente, come già sicuramente siete, e vedrete che sarete in grado di gestire al meglio anche questa sfida.

 

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