Perché non è possibile mandare fuori dall’aula un alunno

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Può un insegnante mandare fuori dalla classe un alunno indisciplinato?

 

La risposta è negativa. Due sono i motivi per cui un insegnante non può adottare questa “strategia”:

  • il primo è di natura didattico\educativa
  • il secondo è strettamente legale

 

 

Il motivo didattico/educativo fonda le proprie radici sul fatto che all’insegnante viene affidato lo studente, e pertanto il docente ha il dovere di prendersi cura della sua educazione, della sua preparazione e della sua sicurezza.

Infatti, nel caso in cui si mandi fuori un alunno dalla classe, durante tutto il periodo della sua forzata assenza non gli si può insegnare nulla, ledendo il suo diritto di studio e, soprattutto, non è possibile svolgere la dovuta sorveglianza.

(Fonte: http://www.tecnicadellascuola.it/item/7913-quanto-rischia-l-insegnante-nel-mandare-fuori-dalla-classe-un-alunno.html)

Il secondo motivo è legato all’obbligo di vigilanza di tutti gli alunni da parte del docente, per non incorrere nella “culpa in vigilando”.

Gli alunni non devono mai essere lasciati soli, infatti, se un alunno si fa male, il docente che avrebbe dovuto vigilare ha responsabilità penali, civili, amministrativo-patrimoniali e disciplinari, ed è costretto a dimostrare che aveva messo in atto tutto quello che era necessario per evitare l’incidente, ma che non aveva potuto impedirlo. Si ricorda che per “culpa in vigilando” si intende letteralmente “colpa nella vigilanza” come da traduzione dal latino da cui deriva il termine, viene utilizzata per descrivere la responsabilità di un fatto illecito accaduto ed avviene attribuito ai soggetti obbligati alla sorveglianza di particolari persone che non possono o vengono ritenute non in grado di rendersi conto delle proprie azioni personali.

(Fonte: http://www.tecnicadellascuola.it/item/7913-quanto-rischia-l-insegnante-nel-mandare-fuori-dalla-classe-un-alunno.html)

 

 

Condivido alcuni commenti presenti sulla pagina facebook “Sante Maestre” che gestisco (https://www.facebook.com/Sante-maestre-1411427152406744/) perché interessanti:

“Non sono favorevole a questa pratica, penso se ne debbano usare altre; tuttavia se è l’unica che fa desistere l’alunno dal perpetuare condotte negative non la escludo in modo categorico. Perché se viene leso il suo diritto all’istruzione, pensate a quelli degli altri alunni!”

“Gli alunni non possono essere lasciati incustoditi … ok !! ma se bisogna allontanarlo per un pochino perché ne ha bisogno lui e il gruppo …lo sì allontana dalla classe lasciando la porta rigorosamente aperta e il fanciullo/a a vista si prende il tempo per riprendersi … a volte è necessario spostarsi dalle persone per ricollegarsi con se stessi”.

” Allontanamento per pochi minuti dall’aula e guardato a vista…terapeutico per sé e per gli altri. Noi insegnanti lo sappiamo benissimo che gli alunni non si devono lasciare da soli…”

 

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2 commenti

  • Buongiorno,
    vorrei capire quali strumenti abbia un’insegnante per far si che gli alunni possano seguitare a svolgere la lezione, qualora uno degli alunni impedisca tale svolgimento con il suo comportamento indisciplinato.
    Sono d’accordo che non sia possibile mandare gli alunni fuori dalla classe, ma se uno degli studenti si comporta in modo violento e/o indisciplinato verso gli altri alunni come può l’insegnante garantire l’incolumità di tutti?
    Vorrei capire quali siano gli strumenti legali di cui può usufruire.

    Grazie mille

    • Buongiorno Fabrizio,

      purtroppo i docenti hanno ben pochi strumenti disciplinari. Riporto parzialmente un articolo di Mario Bocola apparso su Orizzonte Scuola:

      “Negli ambienti scolastici si sta diffondendo da parte di alunni e genitori il malcostume di offendere gratuitamente il docente che in classe svolge la sua funzione di educatore e di facilitatore delle conoscenze…

      Il docente svolge un compito delicatissimo e difficilissimo, ma spesso viene deriso, oltraggiato, insultato.

      È d’uopo qui ricordare che il docente quando si trova all’interno della scuola riveste il ruolo di pubblico ufficiale e offenderlo è considerato dal codice penale “oltraggio al pubblico ufficiale”.

      La definizione di “pubblico ufficiale” la si trova nell’art.357 del c.p. comma 1 che recita testualmente: “Agli effetti della legge penale sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. Quindi tutti coloro che svolgono un lavoro nella Pubblica Amministrazione sono considerati “pubblici ufficiali” e l’offesa arrecata loro è perseguibile penalmente anche con la reclusione.

      Viene spontanea una domanda: perché se qualcuno offende un agente di Polizia, un Carabiniere, un magistrato, un medico viene immediatamente condotto in caserma e deferito all’Autorità giudiziaria mentre per un docente ciò non accade? La risposta risiede nel fatto che la scuola ha perso il suo prestigio sociale e l’insegnante non è affatto considerato per il ruolo che svolge…”

      Per leggere tutto l’articolo di Mario Bocola clicca qui

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