Gravidanza: quando prenotare la prima visita dal ginecologo?

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Il test di gravidanza risulta positivo.

Qual è il periodo ideale per prenotare la visita dal ginecologo?

In realtà, non esiste una regola precisa che stabilisca quando è il momento giusto per prenotare la prima visita.

Dipende da molti fattori tra cui la regolarità o meno del tuo ritmo mestruale.

Se hai cicli mestruali regolari possiamo supporre che a gravindex positivo eseguito nei giorni immediatamente successivi al mestruo mancato, ti troverai tra la quarta e la quinta settimana di gravidanza e una visita in questo periodo potrebbe essere prematura.

Se, invece, hai un ciclo irregolare o presenti patologie una visita già in questo periodo, permetterebbe di richiedere esami o accertamenti specifici utili per la tua gravidanza.

Viceversa è ragionevole attendere la sesta o la settima settimana di gravidanza per poter evidenziare, durante l’ecografia della visita, oltre alla camera gestazionale anche l’embrione e magari anche l’attività cardiocircolatoria.

La prima visita ha molteplici valenze ed è molto importante:

  • verifica che la gravidanza ci sia;
  • che sia in utero (se il ginecologo dispone di apparecchio ecografico);
  • prescrive gli esami;
  • informa la donna e la coppia dei tanti aspetti che riguardano la gestazione della gravidanza.

Massaggio in gravidanza: cosa sapere

Durante la prima visita ginecologica, vi consiglio di chiedere informazioni relative:

  • diagnosi prenatale
  • quali sono i disturbi più comuni che si verificano in gravidanza
  • cosa sono e a cosa servono le cellule staminali

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Diagnosi prenatale: in che cosa consiste e a chi si consiglia?

La diagnosi prenatale rappresenta una scelta libera della donna o, meglio, dei futuri genitori.

La letteratura scientifica ci informa che all’aumentare dell’età della madre aumenta il rischio di cromosopatie sul bambino.

Sotto i 35 anni la gravidanza, sotto questo aspetto, è considerata a basso rischio, sopra i 35 anni il rischio è progressivamente più alto.

Ciò non toglie che molti casi di cromosopatia (che rappresenta solo una parte delle possibili patologie embrio-fetali) possano verificarsi anche in giovani donne e che una donna anche a 40 anni possa decidere di non sottoporsi a nessun tipo di diagnosi.

Detto questo, nell’ambito della diagnosi prenatale esistono due tipi di esami:

  • non invasivi
  • invasivi

I primi non comportano rischi per la mamma e il bambino e forniscono risultati di tipo statistico, ovvero non di certezza.

I secondi sono rappresentati da villocentesi e dall’amiocentesi che in buona sostanza permettono il prelievo di villi coriali (placenta) o liquido amniotico.

Il compito del ginecologo è di informare la donna in merito ai vantaggi/svantaggi di questi esami.

Quali sono i disturbi più comuni che possono manifestarsi in gravidanza?

Tipici del primo trimestre sono: nausea, vomito, sonnolenza e facile affacabilità oltre ad un certo grado di labilità emotiva.

I consigli utili per affrontare serenamente la prima gravidanza

Si tratta comunque di disturbi con carattere soggettivo, la cui intensità varia da donna a donna.

Cellule staminali: che cosa sono e a cosa servono

Nello specifico del prelievo da cordone ombelicale, le staminali  sono cellule con enormi potenzialità differenziative che possono essere raccolte e conservate per il trattamento di patologie ematologiche gravi, malattie metabologiche gravi ecc..

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